Una collaborazione che dal 2008 unisce formazione medica, cooperazione internazionale e assistenza sanitaria nel sud del Senegal.

A sinistra Francesco Malavolta, Al centro Giovanni Lepore, A destra Ottavio Dagnino
Da metà ottobre a fine dicembre, i dottori dell’Università di Pavia e iscritti all’Ordine dei Medici di Pavia, specializzandi in Pediatria Giovanni Lepore, originario di Vibo Valentia, Ottavio Dagnino, palermitano, e Francesco Malavolta, milanese, svolgeranno un internato formativo presso la Pediatria dell’Ospedale Regionale di Ziguinchor, nel sud del Senegal, alle dipendenze del primario, dottor François Nkhor Diouf.
La loro partenza si inserisce in una collaborazione ormai consolidata, iniziata nel 2008, che ha permesso a oltre 180 medici di vivere un’esperienza formativa presso le strutture sanitarie della Casamance.
Il progetto è reso possibile dalle Borse di Studio dell’Ordine dei Medici di Pavia e dal ruolo di ponte culturale, logistico e organizzativo svolto dal Comitato Pavia Asti Senegal (CPAS), storica realtà della società civile pavese e astigiana presente in Casamance da circa quarant’anni.
Una formazione che va oltre l’aula
L’esperienza in Senegal rappresenta un’importante occasione di formazione sul campo e di confronto con una realtà sanitaria diversa.
Prima della partenza, i tre specializzandi hanno potuto incontrare colleghi che avevano già vissuto questa esperienza, raccogliendo testimonianze e indicazioni utili per affrontare il periodo di formazione a Ziguinchor.
Il soggiorno permetterà loro di lavorare a fianco del personale sanitario senegalese e di approfondire la pratica pediatrica in un contesto nel quale le condizioni sociali, geografiche e sanitarie sono molto diverse da quelle italiane.
Dall’ospedale ai villaggi della Casamance
La formazione non si svolgerà soltanto all’interno dell’ospedale.
Una parte importante dell’esperienza sarà legata alla pirogue médicale, l’ambulanza fluviale che raggiunge villaggi e isole del delta della Casamance per portare assistenza sanitaria alle comunità più isolate.
La piroga permette alle équipe mediche di raggiungere famiglie che vivono in zone difficilmente accessibili, con particolare attenzione alla salute dei bambini in età prescolare e scolare e al monitoraggio delle principali patologie.
Il progetto è nato diversi anni fa grazie all’affidamento dell’imbarcazione da parte di Medici Senza Frontiere e per volontà del compianto dottor Fulvio Avantaggiato.
Oggi continua grazie alla collaborazione tra personale medico e paramedico senegalese, professionisti italiani e volontari. Tra le persone impegnate nel progetto figurano il dottor Mauro Salvini, la dottoressa Agnese Camozzi, la dottoressa Valeria Fortina, la dottoressa Marta Ciotta e Angelo Zorzoli, insieme ad altri volontari di CPAS e delle comunità locali.
Un nuovo centro dialisi a Ziguinchor
La collaborazione sanitaria comprende anche un altro importante progetto: la realizzazione di un primo centro dialisi pubblico presso l’Ospedale Regionale di Ziguinchor.
Il progetto è seguito dal dottor Mauro Salvini, chirurgo vascolare in pensione, ed è sostenuto grazie ai fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese e del Comune di Pavia.
L’iniziativa mira a rafforzare l’accesso alle cure per i pazienti affetti da malattie renali croniche, offrendo un servizio specialistico direttamente presso l’ospedale regionale.
È un ulteriore esempio di come una collaborazione costruita nel tempo possa tradursi in interventi concreti e contribuire allo sviluppo dei servizi sanitari locali.
Una rete che continua a crescere
La collaborazione tra le realtà sanitarie pavesi, l’Ospedale Regionale di Ziguinchor, la Direzione Regionale Sanitaria, CPAS e i partner internazionali rappresenta un esempio concreto di cooperazione internazionale.
Al centro non c’è soltanto l’assistenza, ma anche la formazione e lo scambio di competenze. I professionisti italiani hanno l’opportunità di confrontarsi con i colleghi senegalesi e conoscere da vicino le esigenze delle comunità locali, mentre i progetti sviluppati sul territorio contribuiscono a rafforzare i servizi sanitari disponibili.
Particolare attenzione viene rivolta alle popolazioni delle aree rurali, dove le distanze e le difficoltà di collegamento possono rendere più difficile l’accesso alle cure.

